Sala Barozzi

Alla Fondazione Istituto dei Ciechi, in via Vivaio 7, un viaggio da non perdere tra storia e futuro

C’è una settimana a Milano, nella quale i luoghi storici che durante l’anno si lasciano ammirare soltanto dall’esterno, aprono le loro porte al pubblico. È la Milano Design Week, uno degli appuntamenti più attesi a livello internazionale, capace ogni anno di sorprendere con proposte e contaminazioni sempre nuove, mischiando la modernità di materiali e stili d’arredo al fascino e alla ricchezza di dimore e palazzi d’epoca.

E tra installazioni immersive, sperimentazioni tecnologiche e fusione tra passato e futuro, anche quest’anno la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano, apre le sue porte al pubblico ospitando un evento della Milano Design Week.

Dal 19 al 26 aprile 2026, negli spazi di via Vivaio 7, prenderà vita “Anima Mundi - A Visionary Impulse”, un’installazione firmata dallo studio Dotdotdot per Geely Auto. Il progetto invita i visitatori a entrare in un ambiente interattivo dove presenza umana, suono e immagine si intrecciano in tempo reale, dando forma a un ecosistema dinamico e in continua evoluzione. Un’esperienza sensoriale che riflette sul rapporto tra tecnologia e umanità, capace di mutare con il passaggio dei corpi nello spazio.

Ma se l’installazione rappresenta il cuore contemporaneo della proposta, la cornice che l’accoglie, ovvero Sala Barozzi, rende questa tappa davvero imperdibile.

Sala Barozzi, autentico gioiello dell’Istituto, è molto più di un semplice salone: è un luogo dove architettura, musica e memoria si fondono in modo straordinario. Pensata fin dalle origini del primo progetto per la sede di Via Vivaio, nel lontano 1886, come fulcro dell’edificio, nasce con una vocazione precisa: accogliere il pubblico e dare voce al talento degli allievi non vedenti, attraverso concerti e momenti culturali. Un luogo impregnato di storia e ricordi, dove la musica non è mai stata un semplice  accompagnamento, ma il cuore pulsante di un luogo che, anche allora, non chiudeva le sue porte, ma rendeva partecipe Milano e i suoi cittadini del suo agire e del talento e determinazione dei suoi studenti.

Entrando, lo sguardo viene immediatamente catturato dalla maestosità dello spazio e dalla sua armonia. Dominata da un grande organo storico, ancora oggi funzionante grazie a un’importante opera di restauro, la sala racconta una tradizione musicale viva, fatta di studio, passione e condivisione.

Ma alzando gli occhi non finiscono le sorprese: la volta, ampia e avvolgente, si rivela come un racconto pittorico ricco e raffinato. Le decorazioni, riportate alla loro luminosità originale grazie a un attento restauro, esplodono in una trama di motivi floreali colorati e figure ornamentali che sembrano muoversi nello spazio. Tra le lunette e i medaglioni emergono volti e simboli che parlano della grande storia di questo Istituto e dell’innovazione alla quale ha sempre puntato.

Tutto, in questa sala, sembra volerci raccontare qualcosa: gli eleganti elementi architettonici, i fregi decorativi, gli stemmi e i medaglioni, creano un ritmo visivo sofisticato, capace di guidare lo sguardo. Ogni dettaglio invita a soffermarsi e ci dona un tassello di storia, come le città raffigurate, che raccontano i luoghi dove altre sedi per non vedenti hanno preso vita e come i ritratti di importanti musicisti italiani e stranieri quali Rossini, Bellini, Verdi, Beethoven, Mozart, Giovanni da Palestrina, Wagner e Bach. E ancora, come gli angeli sopra la tribuna, che raffigurano Angelo e Antonietta, i due primi allievi dell’Istituto.

Durante la Design Week, Sala Barozzi non sarà soltanto lo sfondo di un evento contemporaneo, ma diventerà essa stessa esperienza da vivere, uno spazio da scoprire con lentezza, lasciandosi sorprendere dalla sua bellezza senza tempo.

Sala BarozziVolta della Sala BarozziSala Barozzi

Nel cuore di Milano, in via Vivaio 7, dal 19 al 26 aprile, si presenta quindi un’occasione rara: quella di attraversare passato e futuro nello stesso luogo, lasciandosi coinvolgere da un dialogo unico tra arte, tecnologia e storia. Non perdetevi l’opportunità di questo affascinante viaggio! La Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano, oggi come allora, vi aspetta a “porte aperte” per accogliervi e stupirvi.

di Laura Fortugno

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Luce Magazine, Notiziario dell'Istituto dei ciechi di Milano

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