In difesa del Braille

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Il codice di scrittura e lettura inventato quasi due secoli fa da Louis Braille permette ancora oggi di essere protagonisti nella società della conoscenza

di Giancarlo Abba

Ha ancora senso parlare di Braille in una realtà sempre più pervasa di tecnologia? Perché fare tanta fatica a riconoscere lettere e parole sotto le dita, quando si può ascoltare quello che interessa in cuffia? Che bisogno ha il cieco di rileggere, rivedere, ripensare, riscrivere quanto letto, sempre usando il Braille, quando può semplicemente digitare e riascoltare ciò che ha scritto?

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Materiale didattico per non vedenti

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Libri per l'infanzia, narrativa illustrata, giochi, cartine geografiche, tavole di storia, scienze, fisica e chimica: creare sussidi didattico per un allievo con disabilità visiva richiede specifiche competenze e la conoscenza profonda delle modalità di apprendimento senza la vista. Questo è il compito del Centro Materiale Didattico dell'Istituto dei Ciechi di Milano, una struttura dedicata alla produzione di sussidi didattici tattili che vengono distribuiti nelle scuole frequentate da alunni con disabilità visiva.

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Un premio più che meritato

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Ritratto di Roobi Roobi. © Foto MatalbinQuando l’European Blind Union (Ebu) ha annunciato che Roobi era la vincitrice del premio Braille 2013 siamo stati tutti felici: i compagni di classe che tifavano per lei, gli insegnanti che hanno in questi anni scommesso ogni giorno sulle sue capacità, noi del centro di Consulenza Tiflopedagogica dell'Istituto dei Ciechi che l'abbiamo accompagnata nelle sue conquiste.

Roobi Roobi è una ragazza iscritta al 5° anno dell’Istituto IISS di Castano Primo che ha vinto il 1° premio di 2000 dollari su un totale di 41 partecipanti di 16 paesi diversi. L’Ebu, portavoce dei non vedenti e degli ipovedenti in Europa, promuove ogni anno una riflessione sul codice Braille con un concorso in cui i ragazzi raccontano cosa ha significato e significa la scrittura a rilievo nella loro vita.

Il testo di Roobi spiega meglio di qualunque saggio l'attualità del metodo di scrittura e lettura inventato da Louis Braille che affranca da un apprendimento solo orale e apre le porte della conoscenza. La bambina pachistana che per la sua cultura viene considerata “rotta “è ora una studentessa modello “felice e fiera di ciò che è e che sa fare”.

Desidero ringraziare i compagni del suo percorso scolastico, i suoi professori e tutte le persone che hanno dato a Roobi in modi diversi e in ruoli differenti il forte desiderio di conoscenza e d’amore per la vita.

Paola Bonanomi
Responsabile Centro di Consulenza e ricerca Tiflopedagogica per la disabilità visiva nell’età evolutiva.

Open Mac Day

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Sempre più utenti disabili visivi utilizzano smartphone e tablet grazie alle tecnologie assistive. Per offrire una panoramica sulle potenzialità di questi strumenti informatici, il centro informatico dell'Istituto dei Ciechi di Milano ha organizzato l'Open Mac Day lo scorso 17 aprile: una giornata per conoscere le caratteristiche di accessibilità e usabilità dei più recenti prodotti Apple (iMac, iPad e iPhone) mediante dimostrazioni tenute da specialisti del Centro.

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Toccare il tempo

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Insegnare il concetto di tempo ai bambini che non vedono: le tavole tattili elaborate dall'Istituto dei Ciechi di Milano

di Paola Bonanomi

misurare il tempo03aperturaUn’efficace azione educativa rivolta ai bambini disabili visivi presuppone prima di tutto la loro conoscenza e la comprensione delle loro modalità di apprendimento. Significa conoscere il processo di formazione delle loro capacità cognitive e percettive, gli specifici percorsi cognitivi e sensoriali che utilizzano per interpretare la realtà che li circonda, i loro interessi, il loro linguaggio verbale e grafico, le loro abilità comunicative e infine le loro emozioni. Ma soprattutto è importante sapere quali sono le condizioni che possono rallentare, ostacolare o favorire la loro crescita.
Illustri pedagogisti e psicologi - come Jean Piaget, Jerome Bruner, Maria Montessori - raccomandano un’analisi attenta delle condizioni educative che possono essere create nella scuola per favorire uno sviluppo ricco e positivo, ponendo attenzione alla formazione degli aspetti fondamentali della personalità, alla consapevolezza di sé e alle abilità cognitive di base.

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A lezione nell'oscurità

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Un momento dell'evento fieristico expotraining

Immaginate di trovarvi con i vostri colleghi in una situazione di buio assoluto. Non è il buio di cui si ha esperienza solitamente, ma un'oscurità totale che vi toglie ogni riferimento, avvolgendo i vostriocchi e la vostra mente come una coperta. Come reagite? Riuscireste a mantenere la calma e uscire dalle difficoltà? Sareste in grado di stabilire una comunicazione chiara ed efficace?

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