Bike sharing e sosta selvaggia un ostacolo per i non vedenti

Postato in Dicono di noi
Bici OFO in sosta su marciapiede

In una lettera al Corriere, Rodolfo Masto denuncia i pericoli della maleducazione di alcuni utenti del servizio di bike sharing

Dalla rubrica di Giangiacomo Schiavi sul Corriere della Sera di Milano - 2 febbraio 2018

Caro Schiavi, è stato bello leggere sul Corriere la storia di «Zia Evelina Facchinetti», non vedente, fotografata a fianco di un tranviere che l’aiuta a superare gli ostacoli alla mobilità. Fortunatamente nella nostra generosa città questo non è un fatto isolato, ci sono tante brave persone disposte ad aiutare. Purtroppo Milano per le persone disabili, ed in particolare per coloro che non vedono, diventa sempre più inaccessibile. Ogni giorno infatti, ostacoli di ogni natura si frappongono alla libera circolazione delle persone con disabilità visiva. Da una parte, il Comune è impegnato in prima persona e non lesina interventi per il superamento delle barriere, dall’altra la maleducazione di molti cittadini che da qualche tempo hanno preso la briga di abbandonare in ogni dove le biciclette in affitto, vanifica gli sforzi dell’Amministrazione e delle persone solidali verso i disabili. Le bici lasciate ovunque infatti sono estremamente pericolose per i ciechi abituati a memorizzare gli ostacoli fissi lungo i loro percorsi quotidiani.

Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le segnalazioni di persone non vedenti cadute sopra queste biciclette lasciate abbandonate. Spero che si possa riprendere questo appello alla buona educazione civica evitando, come avvenne anni fa all’Unione Italiana dei Ciechi di Milano di essere accusata di non amare i cani dopo aver segnalato la negligenza dei proprietari.

È evidente che cosa più sciocca non si sarebbe potuta affermare pensando al forte legame che si instaura tra i ciechi e i loro cani guida. Anche in questa circostanza, ritengo giusto ricordare che molti di noi prima di perdere la vista hanno amato la bicicletta, anzi, continuano a praticarla grazie al tandem. Mi auguro quindi che in questa circostanza non si dica che siamo nemici della bicicletta e dell’ambiente pulito.

Rodolfo Masto

Caro Masto,
anch'io sono rimasto colpito dal gesto degli autisti delle linee 74 e 9: una buona notizia. Vuol dire che la solidarietà è un valore praticato più di quanto appaia e che il buio è meno buio se qualcuno ci aiuta. Ai distratti che lasciano un ostacolo in più sui marciapiedi servirebbe una bella multa più una visita obbligatoria alla mostra Dialogo nel Buio: capirebbero che cosa vuol dire camminare in città senza vedere. Un visita però dovrebbero farla anche i politici. Si imparano tante cose a stare dall'altra parte.

Giangiacomo Schiavi