Studenti non vedenti lasciati senza scuola “Danno irreparabile”

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Insegnante alla lavagna che scrive: È iniziata la scuola

«I servizi che dovrebbero renderli uguali a tutti gli altri compagni, come l’assistente alla comunicazione, non ci sono — è la denuncia — . I bambini che non hanno ancora messo piede a scuola, solo in città, sono decine». È il presidente della sezione di Milano, Rodolfo Masto, a descrivere gli effetti di una campanella che continua a non suonare per tutti, nonostante l’anno sia cominciato ufficialmente il 12 settembre.

«Un percorso formativo senza i servizi specifici per gli studenti con disabilità visiva lascerà dei vuoti formativi che non potranno più essere recuperati, compromettendo il loro inserimento sociale e professionale — avverte — . Una perdita intollerabile di valori etici che avrà ripercussioni anche in termini di costi economici sulla comunità».

Una sentenza del Tar della Lombardia dello scorso marzo ha stabilito che spetta alla Città metropolitana sostenere le spese per lo studio dei minori con handicap sensoriali. Nello specifico, sottolinea l’Uici, Palazzo Isimbardi dovrebbe provvedere all’assegnazione di un insegnante di sostegno specializzato nel linguaggio Braille. All’adattamento dei libri di testo. E dovrebbe far sì che il complesso percorso degli alunni non vedenti sia guidato da una figura con un’approfondita conoscenza del sistema internazionale di scrittura per ciechi e degli strumenti “tiflodidattici” e “tiflotecnici”.

I piccoli con handicap legati alla vista, iscritti nelle scuole di Milano, sono circa 140. «Ma per loro la Città metropolitana è completamente inerte rispetto ai suoi obblighi — sottolinea Masto — e le risorse previste appaiono totalmente insufficienti ».

L’Uici parla di grave violazione del diritto allo studio, si appella alle istituzioni. E annuncia un’altra battaglia legale se la sentenza del Tar dovesse essere ulteriormente ignorata. Era di un giorno prima il grido di dolore lanciato dalla Ledha, che ha parlato di centinaia di studenti lombardi, non solo con disabilità sensoriali ma anche motorie, costretti a dover rinunciare alle lezioni in queste prima due settimane di lezioni. E di mamme e papà che, pur di non lasciare i figli a casa, hanno deciso di farsi carico delle spese dell’educatore che spetterebbero allo Stato.
«Il disagio che stanno vivendo queste persone è grande e per loro bisogna trovare, prima possibile, una soluzione per i ragazzi e per le loro famiglie», commenta il provveditore, Marco Bussetti. Ma subito dopo aggiunge: «Purtroppo in questo momento la Città metropolitana ha enormi, effettivi, problemi di bilancio da risolvere. Mi adopererò per sensibilizzarla ulteriormente. Ma so per certo che hanno a cuore questo tema e che stanno facendo di tutto per uscire da questa situazione, obiettivamente, molto difficile ».

Tiziana De Giorgio
Articolo apparso su Repubblica ed. Milano del 23 settembre 2016

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