I fondi non arrivano. Scuola a rischio per i giovani disabili

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Ilustrazione di studenti che sfilano con lo slogan vogliamo andare a scuola

Mancano 7 milioni per assicurare i servizi di assistenza e trasporto per i 2300 studenti disabili che lunedì torneranno a scuola in provincia di Milano
[dal Corriere della Sera ed. Milano del 9/09/2016]

Lunedì riaprono le scuole. Oltre 2.300 studenti disabili della provincia di Milano si aspettano i servizi di assistenza e trasporto di cui hanno imprescindibile bisogno. Il costo di questa rete di sostegno è di oltre 10 milioni di euro, ma al momento le casse della Città metropolitana possono contare soltanto sui 3,4 milioni stanziati dallo Stato. Mancano, dunque, all’appello circa 7 milioni. Un buco nero finanziario che rischia di tradursi, ancora una volta, in disagi pesanti per quei ragazzi, per le loro famiglie, ma anche per scuole, insegnanti e compagni di classe.

Per tutta l’estate negli uffici della Città metropolitana si è lavorato fino a notte su tabelle, testi di legge e bilanci. I tecnici si stanno dannando per far quadrare conti impossibili, perché l’ente locale che ha raccolto l’eredità della Provincia si ritrova con diverse competenze, anche molto delicate, e ben poche risorse per farvi fronte. A seconda dei casi, infatti, deve rivolgersi a batter cassa allo Stato o alla Regione.

Per quanto riguarda i servizi di assistenza alla comunicazione per alunni con disabilità sensoriali e di trasporto scolastico per le scuole superiori, i fondi dovrebbero provenire sia da Roma sia da Palazzo Lombardia. E, secondo quanto trapela da Palazzo Isimbardi, mancano proprio 6 milioni di euro che la Regione dovrebbe versare a copertura di un servizio che ha affidato «in deroga» alla Città metropolitana. Il braccio di ferro procede da mesi sottotraccia, a livello di apparati tecnici: la Regione sostiene di aver già fatto la sua parte, l’ex Provincia ha ripassato al microscopio tutti i conti degli ultimi due anni per dimostrare il contrario. E non è escluso che nei prossimi giorni sia lo stesso sindaco metropolitano Giuseppe Sala a rivolgersi direttamente al presidente lombardo Roberto Maroni per sbloccare una situazione pesante.

«Dopo due anni di precarietà ci si aspettava un po’ di normalità e di continuità — commenta Rodolfo Masto, commissario straordinario dell’Istituto dei ciechi — e mi chiedo come facciano queste istituzioni, che non hanno certezze sul futuro, a essere in linea con le aspettative della città». Quindi ricorda il punto fondamentale su cui insistono le istituzioni che si occupano di persone disabili: «Non si tratta di costi ma di investimenti, perché un disabile ben formato e ben inserito non risulterà poi per sempre a carico della società». E anche Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità) e Fand (la federazione nazionale) rilanciano l’allarme: «Il rischio di confusione è alto — dicono i due presidenti, Alberto Fontana e Nicola Stilla —. A seconda delle scelte dei diversi Comuni, il servizio potrà essere erogato o meno, creando così ulteriori disparità a livello territoriale. Le famiglie, salvo pochi casi, sono state lasciate dalle istituzioni in una situazione di totale disorientamento».

di Giampiero Rossi

dal Corriere della Sera ed. Milano

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