I nostri benefattori – Domenico Scotti

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Ritratto di Domenico ScottiIl dottor Domenico Scotti, figlio di Antonio Scotti, nasce in Milano nel 1799. Dopo aver perduto la vista nel 1848, si dedica con particolare impegno alla beneficenza. Muore a 69 anni, il 24 agosto 1868, nella sua casa di via Conservatorio 13. Con il testamento pubblico rogato dal notaio Antonio Pedetti il 17 luglio 1868, nomina eredi universali i fratelli Felice e Guido, riservando all’Istituto dei Ciechi la somma di seimila lire con l’obbligo della celebrazione annuale di una messa di suffragio.

Il ritratto viene donato alla quadreria dal fratello Felice Scotti - come si può leggere dall’iscrizione “Dott.e Domenico Scotti / dono del fratello Felice” riportata sotto il dipinto - ma ad oggi l’autore del ritratto risulta essere senza attribuzione[1].

Il benefattore è ritratto in piedi e appoggiato a una poltroncina, con lo sguardo rivolto verso il basso con un’espressione pensosa e celata da una grossa tuba mentre con la mano destra si regge a un bastone.

In archivio si conserva il foglio commemorativo scritto dall’amico Natale Ceroli letto in occasione della messa in suffragio voluta da Sebastiano Mondolfo[2].

Melissa Tondi

Conservatore museale

Responsabile Beni Culturali

 


[1] Secondo l’inventario dei beni “della Casa posta in stradone S. Angelo n. 1439” del 1855 (Porta Nuova), il dipinto di Scotti, assieme ad altri quattordici quadri, era posizionato nella sala d’aspetto del “Comparto dei maschi”. Nell’inventario si legge “15 quadri con cornice dorata rappresentanti i ritratti dei benefattori…”- ASICMi, Registri Particolari, Inventari patrimoniali, reg.1

[2] ASICMi, Benefattori, Benefattori in alfabetico, b. 81 , fasc. 1021;

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