I nostri benefattori - Enrico Mylius

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Ritratto di Enrico MyliusNato a Francoforte sul Meno nel 1769, si stabilisce a Milano per occuparsi della ditta commerciale di famiglia, a cui presto affianca diverse attività quali una propria banca d'affari e diverse filande (la più importante è quella a Boffalora Ticino, la prima filanda ad utilizzare aspi a trattura meccanica, caldaie per la filatura ad acqua tiepida e nuovi procedimenti di tintura dei filati[i]).

Filanda dell'imprenditore MyliusCome Sebastiano Mondolfo, Mylius ricopre un ruolo di primaria importanza anche nella vita pubblica, partecipando attivamente allo sviluppo delle allora nascenti reti ferroviarie, assicurazioni e società di mutuo soccorso, e ricoprendo la carica di vicepresidente della Camera di Commercio di Milano nel 1830 e presidente-fondatore della Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri (SIAM) di Milano nel 1838.

Oltre agli ambienti economici è in stretta relazione con i principali esponenti della cultura dell’epoca - come delinea lo storico dell’arte Giovanni Meda Riquier, «la casa di via Clerici diventa un vero e proprio punto di riferimento per personaggi quali Manzoni, Cattaneo, d'Azeglio, Monti e altri e alla cultura letteraria e artistica tedesca di quel periodo, come Goethe, Schiller, Wieland ed il filosofo Herder» tramite il suo matrimonio con Friederike Schnauss nel 1799[ii].

Il Dagherrotipo utilizzato per il ritratto di MyliusDopo la morte, avvenuta il 21 aprile 1854, nomina eredi del suo cospicuo patrimonio i numerosissimi familiari, ricordandosi però anche dell’Istituto dei ciechi di Milano che riceve un legato di diecimila lire.

Già in vita Mylius aveva beneficato l’ente con generose elargizioni: nel 1845 dona una cartella di rendita perpetua di cento lire, nel 1850 invia a Barozzi altre duecentottantaquattro lire e così via anche i suoi familiari. Tanto è vero che la nipote Agnese Mylius, morta il 9 gennaio 1927, destina alla Casa di riposo per Cieche la somma di ben 10000 lire.

Il dipinto, commissionato al pittore Francesco De Magistris (Milano, 1807 – Milano, 1865) insieme ai ritratti di Clemente Secondi e Giuseppe Cagnola, risulta finito il 21 dicembre 1855 dietro compenso di centonovantaquattro lire e venne esposto a Brera nel 1856.

Il benefattore è raffigurato con il tipico toupet dell’epoca, seduto su una poltrona dall’alto schienale mentre trattiene nelle mani il testamento olografo, in una posa analoga al ritratto realizzato da Giovanni Servi per l’Accademia di Brera di Milano (Ritratto di Enrico Mylius, Servi Giovanni – Opere e oggetti d'arte – Lombardia Beni Culturali) ma soprattutto simile al dagherrotipo del 1848 circa scattato da Philibert Perraud conservato alla Villa Vigoni a Loveno di Menaggio (villa di villeggiatura di sua proprietà).

Sul margine inferiore l’iscrizione gratulatoria recita: “IL CAVALIERE ENRICO MYLIUS / MORTO IL 21 APRILE 1854. / PROMOVENDO E SOCCORRENDO OGNI UTILE ISTITUZIONE / PREDILIGEVA QUELLA PER L’ISTRUZIONE DE’ CIECHI”. Con tali parole, l’Istituto dei Ciechi di Milano consegna ai posteri questa figura insigne della filantropia lombarda.

Melissa Tondi
Responsabile Beni Culturali


[i] Per approfondimenti storici sulla filatura della seta e i processi meccanici si segnala il Museo della Seta di Como, presso il quale la Fondazione IDC Milano ha realizzato un percorso per non vedenti.

[ii] Si noti il dipinto realizzato da Hayez sia per la moglie di Mylius che per la nuora Luigia Vitali Ritratto di Federica Cristina Mylius Schauss, Hayez Francesco – Opere e oggetti d'arte – Lombardia Beni Culturali - Ritratto di Luigia Vitali Mylius Vigoni, Hayez Francesco – Opere e oggetti d'arte – Lombardia Beni Culturali


Per la vita del benefattore, si ringrazia sentitamente il dottor Giovanni Meda Riquier e la dottoressa Viola Usselmann - Villa Vigoni. Centro italo-tedesco per il Dialogo Europeo per le preziose informazioni. Cfr. G. M. Riquier, V. Usselmann, C. L. Traniello, Enrico Mylius 1769-1854. Una biografia, Villa Vigoni Editore, 2019; Ressel, Magnus, Schweighöfer, Ellinor (a cura di), Heinrich Mylius (1769–1854) und die deutsch-italienischen Verbindungen im Zeitalter der Revolution, Verlag, 2021.

 

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