La Scuola Musicale

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Allevo non vedente che suona l'organo in IstitutoLa musica è da sempre stata appannaggio dei ciechi; fin dalla fondazione dell’Istituto i non vedenti imparavano a suonare uno strumento a fiato e a corda, a modulare la voce nel canto e apprendevano la notazione musicale attraverso i corsi tenuti da insegnanti prevalentemente ciechi. Come accadde per la scuola elementare, una vera e propria risistemazione dell’organizzazione didattica della scuola musicale venne effettuata nel 1915 grazie all’intervento del rettore Pietro Stoppani che con l’appoggio del Consiglio di amministrazione decise di avvalersi di esperti del settore musicale milanese, tra cui il direttore del Conservatorio Giuseppe Gallignani e il direttore della cappella musicale del Duomo Salvatore Gallotti, a cui delegare la compilazione del nuovo programma finalizzato ad eliminare la disorganica gestione dell’insegnamento a favore di una specializzazione degli studi che potesse condurre ad attività semiprofessionali o addirittura, per alcuni sporadici casi, alla professione artistica. Le modifiche apportate furono importanti; si decise di limitare il numero degli strumenti musicali abolendo l’insegnamento dei fiati e riducendo l’orchestra dell’Istituto ai soli archi e di incrementare diversamente lo studio degli strumenti a tastiera (pianoforte, organo, harmonium) e del canto corale. Grande attenzione fu inoltre dedicata allo studio di teoria e solfeggio e di armonia e contrappunto.

Allieva non vedente che suona l'arpaQuesta riforma, concepita per un numero più esiguo di utenti rispetto al totale dei convittori di via Vivaio, non escluse di fatto gli scolari meno portati per la musica i quali furono comunque tenuti a coltivare lo studio di uno strumento e della grammatica musicale almeno per l’intera durata del corso elementare. Per i ciechi non specializzati fu istituita un’apposita Scuola di Organo Pratico e molti non vedenti licenziati da quella scuola diventarono organisti presso le parrocchie dei loro paesi d’origine.

Nel 1920 con la chiusura dell’orchestra d’archi si diede avvio alle vendite di strumenti inutilizzati e agli acquisti degli strumenti previsti nel nuovo programma: tra il 1917 e il 1926 l’Ente fu in possesso di quattro organi e di oltre trenta pianoforti.

Gli anni Trenta furono assai rilevanti per la storia delle scuole musicali dell’Ente. Il direttore del Conservatorio Gallignani prendeva accordi con l’Istituto per definire un programma che potesse portare al riconoscimento, agli effetti legali, dei diplomi rilasciati ai non vedenti e nel 1925, la circolare ministeriale del 10 maggio del Ministro della Pubblica Istruzione disponeva: d’ora in avanti i ciechi siano fatti partecipare agli esami di ammissione nei Regi Conservatori di Musica, e, possano frequentarne regolarmente i corsi.

Allievi dell'Istituto con strumenti a fiato in una foto dei primi del NovecentoSuccessivamente la Scuola musicale non subì variazioni degne di nota e l’attività musicale dell’Istituto non fu interrotta nemmeno dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, anche se per gli esami di Conservatorio, a causa dei danni provocati dagli ordigni bellici alle architetture, gli allievi dovettero rivolgersi al Civico Liceo Musicale Giuseppe Nicolini di Piacenza.
Negli anni Sessanta la Scuola musicale divenne Sezione distaccata di Conservatorio. Di questo passaggio istituzionale si costudisce in archivio documentazione interessante oltre a quella prettamente scolastica. Ultimamente grazie ad un sopralluogo sono emersi dalle cantine i registri musicali più antichi della scuola appartenenti agli anni Venti.

di Enrica Panzeri
Archivista

tratto da
L’inclusione scolastica nelle carte storiche dell’Istituto dei Ciechi di Milano

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