«Milano è solidale»

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I rappresentanti della associazioni milanesi all'evento conclusivo dell'inchiesta «Il bello d'Italia»

Un racconto a più voci per esprimere la bellezza del mondo del welfare ambrosiano. È quello andato in scena all'Uncredit Pavillion giovedì 29 settembre, in occasione dell'evento «Non siamo soli».

La serata era la tappa conclusiva dell'inchiesta "II bello dell'Italia", promossa dal Corriere della Sera per racontare il Paese attraverso la bellezza. All'evento hanno partecipato il Sottosegretario al Ministero del Lavoro Luigi Bobba, il Presidente della regione Lombardia Roberto Maroni e il Sindaco di Milano Giuseppe Sala moderati dalla giornalista del Corriere Elisabetta Soglio. Sul palco sono stati chiamati - come testimoni della straordinaria vitalità del volontariato milanese - i ragazzi del progetto B-Live, che hanno raccontato delle loro vite, dei loro sogni e dell'esperienza nella redazione de «Il Bullone».

Ai piedi del palco, alternandosi a due leggii, si sono avvicendati venti protagonisti del mondo del volontariato milanese. Tra questi anche Rodolfo Masto dell'Istituto dei Ciechi di Milano, un ente che da più di 170 anni è nel cuore dei milanesi.

A ciascuno dei protagonisti è stato chiesto di riassumere in una sola frase il senso dell'impegno nel loro ambito di azione, partendo da quello che poi è diventato un hashtag: «Milano è solidale perché».
Mentre su uno schermo scorrevano le frasi e le immagini del fotografo Marco Garofalo, i relatori con interventi brevissimi sono riusciti a disegnare il grande cuore di Milano, mostrandone i tanti volti: dall'assistenza (ai poveri e agli emarginati, agli stranieri ai carcerati, ai disabili, ai malati psichici, ai bambini, agli anziani, alle donne) al sostegno alla ricerca fino all'impegno sul territorio che sia il quartiere o la città.

Gli interventi

Casa della Carità
Perché, come ha detto il Cardinal Martini, è capace di «integrare il nuovo e il diverso». Perché non fa dell'accoglienza solo un affare di buon cuore, ma uno stile organizzato di integrazione. Perché la solidarietà ambrosiana rifugge i principi retorici e gli accomodamenti furbi.

Centro Dino Ferrari
Perché sostiene tanti centri di ricerca inseriti in contesti di eccellenza. Il Centro Dino Ferrari è attivo nel campo delle malattie muscolari e neurodegenerative. Grazie all'aiuto dei milanesi abbiamo istituito borse di studio per i ricercatori e dotato i laboratori di strumentazione scientifica.

Fondazione Cariplo
Perché pensa a chi ha fame di cibo, vita e cultura. E perché ha voluto che filantropia e solidarietà diventassero il binomio a cui ispirare l'attività delle fondazioni di origine bancaria, come Cariplo. Con questo spirito in 25 anni abbiamo finanziato più di 10mila progetti in città.

Progetto Itaca
Perché crede nella prevenzione e nella lotta allo stigma tramite l'informazione e il riconoscimento del valore delle persone affette da malattie psichiatriche. E perché, come da 17 anni fa Progetto Itaca, ascolta e supporta le persone affette da disagio psichico e le loro famiglie.

Fondazione Rava
Perché non si ferma a Milano: la Fondazione Francesca Rava porta da anni aiuto concreto, cuore e know how nelle situazioni di emergenza che colpiscono i bambini in Italia, nel Mediterraneo, in Haiti e nei paesi più poveri del mondo, con medici, tecnici, aziende volontari.

Istituto dei Ciechi
Perché, coniugando al meglio valori della filantropia, ha favorito la nascita e il progredire di soggetti come l'Istituto dei Ciechi, che ha permesso al popolo che cammina nella notte e che guarda con gli occhi del cuore di crescere fiero e libero, interprete unico del proprio futuro.

Fondazione Exodus
Perché... era il 1980. Nel Parco Lambro sugli alberi c'erano più siringhe che rami. Era il 1985. Su 4 camper e con 15 cadaveri, distrutti dall'eroina, è partita la prima carovana. È il 2016. Al Parco Lambro, in una cascina, migliaia di cadaveri hanno riscoperto una tremenda voglia di vivere.

Banco Alimentare
Perché non crea muri tra le persone tanto che nel 1989 ha visto nascere Banco Alimentare dall'incontro di anime le più diverse, che camminavano però nella stessa direzione: quella di dare vita ad un'opera che fosse d'aiuto agli indigenti e combattesse lo scandalo dello spreco.

Seneca
Perché sa coniugare generosità, competenza e creatività a sostegno dei più fragili, in particolare gli anziani, affrontando sempre nuove sfide, con slancio e riconoscenza verso chi è testimone di valori e di esperienze che la città vuole preservare e proteggere.

Lila
Perché sa bene cosa sono l'Hiv e l'AIDS. Anche Lila Milano gode del supporto di tanti milanesi: ciascuno unico e diverso e tutti accomunati dal desiderio di contrastare il persistente stigma, per promuovere una cultura di solidarietà contro ogni forma di esclusione sociale.

Vidas
Perché accanto a Vidas in 34 anni ha difeso la dignità e i diritti di oltre 3mila malati terminali, garantendo «esistenza e cure palliative gratuite a tutti, senza distinzione di razza, di credo, di età e appartenenza sociale. Con un attenzione terapeuticamente avanzata e umanamente partecipe.

Casa donne maltrattate
Perché ama l'universo femminile. In 30 anni la Casa delle donne maltrattate ha sostenuto 30mila donne, riconsiderato le loro storie, le ha affiancate e sostenute nella ricerca della loro strada verso la libertà.

Comunità Nuova
Perché è un circolo virtuoso: qui hanno trovato accoglienza italiani e stranieri in cerca di futuro, a loro volta capaci di accogliere, perché chi ha ricevuto impara a donare. Milano sa che la beneficenza è giustizia, non solo buon cuore, e che la solidarietà è il gesto di una mano che apre la porta.

Quartieri Tranquilli
Perché nella riscoperta dei quartieri ritrova le sue radici e crea fratellanza. Quartieri Tranquilli nasce per ascoltare la città, individuare i problemi e offrire aiuto. L'incontro di domande e risposte è la chiave per i volontari di Q.T.

Caritas
Perché hai idee, trovi risorse, non ti spaventi, sai che c'è la soluzione. Non ti fermi mai: ma quando il cielo è sereno sali sul Duomo. Guarda i monti. Hai tanti interessi, ma non vivere di rendita. Usa bene i soldi. Agisci con giustizia. Non lasciare indietro nessuno. Guarda avanti!

Fai
Perché qui oltre 1500 volontari del Fai si adoperano per far conoscere, difendere e dare valore ai luoghi che di  Milano raccontano la storia. Una legione di appassionati al servi/io degli altri nel «gioco della cultura» per una cittadinanza vitale e consapevole della propria identità.

Fondazione Cannavò
Perché più di cento associazioni, fra cui la Fondazione Cannavò, e migliaia di volontari lavorano nelle carceri per difendere la dignità della persona e assicurare, anche con lo sport, il rispetto delle regole, la civile convivenza e lo spirito di integrazione.

Arché
Perché Carla abbracciava Cristiano mentre avrebbe dovuto indossare camice, guanti e mascherina per incontrare un bimbo sieropositivo. Perché Augusta cambiava casa per accogliere Michele nei suoi ultimi mesi vita. Milano è solidale perché i suoi abitanti lo sono.

Naga
Perché riesce a esserlo nonostante lo sia a tratti, con discontinuità, in modo imperfetto. L'immigrazione continua a essere percepita perlopiù negativamente e letta attraverso il prisma deformante di una legalità impossibile.

Atlha
Perché ha accolto il tempo libero e lo sport non solo come momenti di svago ma come una esigenza e un diritto di tutti, e perché ha saputo aiutare Atlha in questi 30 anni a coltivare uno spazio in città a disposizione e di tutti e dove chiunque si senta a suo agio nel dire #anchioposso.

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