All’Istituto la cerimonia di apertura dell’Anno Giudiziario del Tar

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La cerimonia all'Istituto dei Ciechi di Milano. Al centro il presidente del Tar Angelo de Zotti.

È la cattiva gestione amministrativa favorita dal «sistema normativo più mostruosamente elefantiaco che si conosca» a incubare e a sviluppare il germe della corruzione. Per combatterla non si può che riformate l’intero sistema e solo così si può spingere il vagone italiano per agganciarlo al treno dei Paesi europei più virtuosi, sostiene il presidente del Tar della Lombardia, Angelo De Zotti nella sua relazione alla cerimonia di apertura dell’anno giudiziario.

Invece, ciò di cui l’Italia ha un bisogno disperato è «un rapporto leale» tra il cittadino e una pubblica amministrazione «pronta e pienamente rispondente alle domande o alle necessità», ciò che «esclude a priori la ragione stessa della bustarella, della raccomandazione, del favore». Per arrivare a realizzare quello che per ora appare solo un’utopia, il magistrato chiede di partire da una riforma che preveda termini perentori per la chiusura delle pratiche amministrative e sanzioni perché chi non li rispetta e, sul piano della giustizia amministrativa, misure che accelerino i procedimenti, come l’introduzione del giudice monocratico, e l’assunzione di nuovi magistrati, visto che l’organico dei Tar è scoperto per il 25%.

A Milano lo scorso anno i ricorsi presentati al Tar sono stati 3.023, il 17%in meno dell’anno precedente, 2.329 le sentenze emesse, in lieve aumento rispetto al 2014. Il Tribunale vanta tempi molto rapidi nell’esame dei procedimenti, visto che nel 90% dei casi è in grado di dare una prima risposta al massimo in 60/90 giorni.

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha portato i suoi saluti complimentandosi per la relazione del presidente Angelo De Zotti, «brillante, acuta e ricca di spunti e stimoli».
Il governatore ha quindi ricordato l'impegno della Regione «per la semplificazione della procedure». In questa direzione ci sono iniziative quali l'introduzione della fattura elettronica e la sperimentazione degli 'Angeli antiburocrazia', i giovani neo-laureati assunti per andare ad ascoltare i problemi delle imprese con la burocrazia.