Il coraggio di essere uniti

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Papa Francesco durante l'incontro con l'UICI in Vaticano.

C'è bisogno di lottare, ma bisogna farlo insieme, con gioia e con coraggio. È l'augurio che Papa Francesco ha rivolto all'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti in occasione dell'incontro avvenuto il 13 dicembre 2014 nella Sala Clementina di Palazzo Apostolico. Così si è celebrata a Roma la 56esima giornata Nazionale del Cieco istituita da Paolo Bentivoglio nel 1958 per richiamare l'attenzione sui diritti e sulle problematiche di chi non vede.

Papa Francesco ha accennato ai valori umani ispirati dalla figura di santa Lucia che «ci suggerisce un valore che mi sembra molto importante anche per voi: il coraggio. Tutti abbiamo bisogno di coraggio per affrontare le prove della vita. In particolare le persone cieche e ipovedenti ne hanno bisogno per non chiudersi, per non assumere un atteggiamento vittimistico, ma al contrario aprirsi alla realtà, agli altri, alla società; per imparare a conoscere e valorizzare le capacità che il Signore ha posto in ciascuno, veramente in ciascuno, nessuno escluso."

Un altro valore legato a Santa Lucia è l'essere parte di una comunità. «Voi siete un’associazione e questo è un valore» ha detto Papa Francesco «un’associazione non è una somma di individui, è molto di più. Oggi c’è molto bisogno di vivere con gioia e impegno la dimensione associativa, perché in questo momento storico è “in ribasso”, non è fortemente sentita. Fare gruppo, essere solidali, incontrarsi, condividere le esperienze, mettere in comune le risorse… tutto questo fa parte del patrimonio civile di un popolo».

Il papa ha sottolineato come le persone che convivono con la disabilità possono dire a tutti che non siamo fatti per essere isolati, ma per aiutarci e sostenerci a vicenda. «La presenza delle persone disabili provoca tutti a fare comunità, anzi, ad essere comunità, ad accoglierci a vicenda con i nostri limiti. Perché tutti abbiamo capacità, ma tutti abbiamo anche limiti.»

incontro con i rappresentanti dell'UICI, Sala Clementina, 13 dicembre 2014. © Osservatore Romano incontro con i rappresentanti dell'UICI, Sala Clementina, 13 dicembre 2014. © Osservatore Romano incontro con i rappresentanti dell'UICI, Sala Clementina, 13 dicembre 2014. © Osservatore Romano

E come per dare seguito all'invito del Papa a fare comunità, il giorno seguente all'Istituto dei Ciechi di Milano i rappresentanti dell'Unione si sono di nuovo ritrovati per celebrare la festa di Santa Lucia.

Leggi il racconto della 56ª Giornata nazionale del Cieco del presidente Rodolfo Masto

Alla presenza del presidente nazionale UICI Mario Barbuto e del presidente regionale Nicola Stilla, sono stati consegnati i riconoscimenti a chi ha speso energie, e impegno per il bene di chi non vede. Al prefetto di Milano Paolo Francesco Tronca è andata la Medaglia d'oro di benemerenza, «a suggello dell'amicizia che da sempre descrive il suo rapporto con i cittadini più fragili, in particolare i ciechi milanesi». All'avvocato Nicoletta Dal Cero, che da sempre offre la sua consulenza giuridica gratuita, è andata la Campanella della Riconoscenza. La giornalista del Corriere della Sera, Elisabetta Soglio, è stata premiata infine con la Penna del cuore per gli articoli sulla presenza dell'Istituto a Expo 2015.
Fra le personalità c'erano il comandante dei vigili del fuoco Silvano Barberi, l'assessore regionale Valentina Aprea e l'assessore al welfare del Comune Pierfrancesco Majorino. Quest'ultimo nel porgere il suo saluto ha accolto con entusiasmo la proposta fatta dal presidente dell'Istituto Rodolfo Masto di intitolare una via di Milano a Louis Braille. Un atto doveroso, se si considera che il codice Braille fu introdotto in Italia proprio all'Istituto dei Ciechi di Milano.

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