Metamorfosi dei materiali

Postato in Accoglienza - RSA


I nostri ospiti ci insegnano che nulla va gettato perché può tornare utile o addirittura trasformarsi in qualcosa di prezioso. Da questo semplice principio di vita nasce il laboratorio la metamorfosi dei materiali, durante il quale ogni ospite della Casa Famiglia diventa come per incanto un artista. 
Le loro mani maneggiano pennelli e colori facendo di una semplice scatola di legno uno scrigno prezioso dove custodire i propri ricordi. 
Perle di diversa forma e colore diventano quasi per magia splendide collane quale premio per la pazienza e la dedizione che ogni ospite dedica. Oltre alla gioia di avere tra le mani manufatti bellissimi, dei quali non riescono a credere di essere loro stessi gli autori, c’è anche la gioia di vedere parenti e amici farsi avanti per acquistare il frutto del loro lavoro. Ed è proprio grazie a queste vendite che gli ospiti autofinanziano i loro laboratori permettendo all’incanto di continuare. Si può quindi dire che gli stessi ospiti sono diventati i maggiori sponsor delle proprie attività coinvolgendo i propri familiari, gli amici, i volontari che costantemente partecipano ai laboratori diventando parte attiva di un unico progetto che non ha più una mente ma appartiene a tutti.

La metamorfosi dei materiali simboleggia l’essenza stessa di Casa Famiglia, per la capacità di regalare a chiunque gli si accosti qualcosa di speciale, in termini di affetto e emozioni semplicemente attraverso il contatto e lo stare assieme. Partecipare a questo progetto è come far parte di una famiglia, dalla quale però, emergono caratteristiche specifiche e individuali di ogni componente. Gli oggetti realizzati, infatti, esprimono la personalità di chi li crea, i loro interessi e i loro vissuti: “parlano di loro”. 

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Il laboratorio di manualità è garantito come impegno bisettimanale e prevede la riorganizzazione dei materiali da trasformare, aumentando progressivamente il grado di difficoltà. Si è appurato che la soddisfazione provata nella realizzazione di un determinato oggetto funga da spinta per l’assunzione di ulteriori difficoltà. 
Visto il successo di questo primo laboratorio, gli operatori hanno preso in esame gli interessi e le passioni degli ospiti per dare vita ad altri progetti. 
Il desiderio di vivere l’aria aperta e il contatto con la natura ha dato inizio alla coltivazione a ortaggi di un piccolo terreno. 
L’attività di giardinaggio ha messo in luce come la stessa madre natura metta in atto una metamorfosi continua, dal seme nascono le prime timide foglie che giorno dopo giorno diventano più forti. Dopo settimane il cambiamento è evidente e le piante donano la giusta ricompensa alle amorevoli cure. 
Gli ospiti raccolgono il frutto del loro lavoro e il cestino è presto colmo di basilico, pomodori, fagiolini, peperoni e fiori di zucca. Guardando queste primizie decidiamo che un nuovo processo di trasformazione può avere inizio, da qui il laboratorio di cucina.

Lo stesso ortaggio può essere protagonista di molteplici ricette provenienti dalle diverse tradizioni regionali. Qui entrano in gioco le origini dei nostri ospiti e i loro ricordi, perché cucinare è un po’ come tornare indietro negli anni, quando si preparava la cena per la famiglia utilizzando le ricette tramandate di madre in figlia. Chiudono gli occhi e ricordano la loro terra, i profumi, i sapori e le abitudini culinarie; ognuno ha una ricetta da proporre o un trucco da consigliare. 

Dalla Liguria il profumo del basilico dà vita al pesto che ben si sposa con la pasta fresca della Puglia. Dalla città di Noto, in Sicilia, le polpette di melanzane e gli arancini stuzzicano l’appetito. La pizza simbolo dell’Italia intera è amata da tutte le regioni. 
Tra le pareti della cucina ritroviamo il tema caro agli ospiti del “conservare”, così i prodotti del nostro orto racchiusi nei vasetti e immersi nell’olio diventano gustose conserve, utili provviste per tutto l’anno. 
I preparati secondo le tradizioni si fondono con le abitudini moderne e il laboratorio di cucina termina in un vivace “happy hour” simbolo delle nuove generazioni milanesi. Queste attività riempiono le loro settimane colorandole di sorrisi, ora gli ospiti hanno voglia di fare e di provare cose nuove o cose che appartengono a un passato che ormai non ricordavano più. Ora hanno voglia di uscire e di vedere le cose belle che il mondo gli offre. 
Non vogliono più essere spettatori ma protagonisti attivi della loro stessa vita.

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