Allegoria in memoria di Dolores Vecchiotti Ridella

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figura femminile nell’atto di leggere il “Corriere dei Piccoli” a un bambino Dolores Vecchiotti Ridella è una delle poche benefattrici dell'Istituto dei Ciechi di cui si conservano due ritratti, eseguiti da due pittori diversi dopo la sua morte avvenuta nel 1956. Il motivo non fu il lascito particolarmente generoso che la benefattrice fece all'Ente, ma altre circostanze legate al caso e alla volontà del marito Antonio Ridella

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Allegoria in memoria di Giuseppina Guggelloni

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Quadro allegorico raffigurante Gesù che guarisce il ciecoGiuseppina Guggelloni chiese per le sue esequie “funerali modestissimi e nessun annuncio sui giornali”, nonostante possedesse un significativo patrimonio fra risparmi, titoli, obbligazioni e azioni. Alla sua morte avenuta nel 1954 nominò eredi universali l'Istituto dei Ciechi di Milano e la Piccola Opera per la Salvezza del Fanciullo

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Allegoria in memoria di Angelina Scotti Perego (1870 - 1941)

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Cristo guarisce il bambino cieco davanti a una porta «La mia mente è rivolta alla memoria del mio caro defunto Achille perciò seguo i suoi desideri che mi aveva espresso durante la sua esistenza». Con queste parole Angelina Scotti espresse la motivazione profonda che la spinse a destinare numerosissimi lasciti a enti di assistenza e cura, tra cui l'Istituto dei Ciechi di Milano, e alla Galleria d'Arte Moderna di Milano

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Allegoria in memoria di Antonio Ratti

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figura di donna che avvicina un bimbo cieco ad una lapide in cui è scolpito il nome di Antonio RattiAntonio Ratti, figlio di Francesco Ratti e di Rosa Maria Sironi, muore celibe all’età di ottantuno anni il 24 aprile 1878, due mesi dopo aver stilato le proprie disposizioni testamentarie, pubblicate negli atti del notaio Luigi Marinoni. Nel testamento Antonio Ratti, assecondando le intenzioni del fratello Gioachino e della sorella Caterina, defunti rispettivamente nel 1863 e nel 1870, nomina erede universale l’Istituto dei Ciechi, che entra in possesso di un asse netto di quasi ottantatremila lire, con alcuni piccoli legati da soddisfare.

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Le opere

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Percorso tematico dedicato ai dipinti allegorici finanziato dalla Regione Lombardia nell'ambito dell'Anno della Cultura 2017/2018

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Allegoria della fondazione

Allegoria in memoria
di Alberico de Felber
Allegoria in memoria
di Pietro Merzagora
Allegoria in memoria
di Antonio Ratti



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Allegoria in memoria
di Spiridione Gialdi
Allegoria in memoria
di Francesca Colleoni
Allegoria in memoria
di Angelina Scotti Perego
Allegoria in memoria 
di Giuseppina Guggelloni



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Allegoria in memoria
di Angelina Sobacchi
Sommaruga
Allegoria in memoria
di Vecchiotti Ridella

Allegoria in memoria di Angelina Sobacchi Sommaruga

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Angela Sobacchi, figlia di Luigi Sobacchi e di Rosa Corradi, nasce in Santo Stefano Lodigiano nel 1872. Vedova di Pasquale Isidoro Sommaruga fu Battista, muore il 10 agosto 1951 nella sua casa milanese di via Piero della Francesca all’età di settantanove anni.

Con il testamento olografo del 22 luglio 1941, pubblicato negli atti del notaio Domenico Moretti il 25 ottobre 1951, lascia le case di via Piero della Francesca 74 all’Ospedale dei Bambini a metà con la persona che l’ha assistita Pilla Cea e, quella di via Procaccini 21, in due porzioni equivalenti all’Istituto dei Ciechi e al pronipote Gianfranco Camozzi. Altre somme le destina alla domestica e all’amica Maria Camerani e “ai poveri della parrocchia di Santo Stefano al Corno”.

L’Istituto vende la propria quota dello stabile ereditato nel 1955 ricavando la somma di venticinque milioni di lire. Dal momento che della benefattrice non viene rintracciata alcuna immagine, l’Amministrazione decide di dedicare alla sua memoria un dipinto allegorico dal tema “Il cieco che lavora”. Incaricato dal Presidente Virginio Pozzi della esecuzione il 17 febbraio 1959, il pittore Orfelio Cesari (Pavia, 1912 -  Milano, 2008) consegna l’opera ultimata il 2 febbraio del 1960.

Il pittore sperimenta una rappresentazione simbolica incentrata su due diagonali dove l’Istituto dei Ciechi compare al centro, affiancato da due sezioni del volto umano sopra a cui si eleva una fila di tre occhi chiusi illuminati da una colomba appena accennata.

 

Allegoria in memoria di Angelina Sobacchi Sommaruga
Orfelio Cesari
Allegoria in memoria di Angelina Sobacchi Sommaruga
Olio su tela, 1959

Bibliografia

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Progetto: “Alla riscoperta delle allegorie dei benefattori dell’Istituto”.

Fonti archivistiche

ASICMi (Archivio storico Istituto dei Ciechi di Milano) Istituzione, Presidenza, Corrispondenza b. 1, fascc. 1-3 (Barozzi)

ASICMi, Amministrazione, Personale, Direttori b. 1, fascc. 1-7 (Barozzi)

ASICMi, Assistenza e istruzione (ex Beneficenza), Rettori, b. 1, fasc. 1 (Barozzi)

ASICMi, Benefattori, Benefattori, b. 35, fasc. 448 (De Felber)

ASICMi, Benefattori, Benefattori, b. 61, fasc. 765 (Merzagora)

ASICMi, Benefattori, Benefattori, b. 81, fasc. 1020 (Scotti Perego)

ASICMi, Benefattori, Benefattori, b. 83, fasc. 1044 (Sobacchi)

ASICMi, Benefattori, Benefattori, b. 52, fasc. 636 (Gugelloni)

ASICMi, Benefattori, Benefattori, b. 27, fasc. 370 (De Maestri Colleoni)

ASICMi, Benefattori, Benefattori, b. 76, fasc. 950 (Ratti)

ASICMi, Benefattori, Benefattori, b. 91, fasc. 1132 (Ridella Vecchiotti)

ASICMi, Benefattori, Benefattori, b. 51, fasc. 613 (Gialdi)

ASICMi, Amministrazione, Personale, Consulenti e collaboratori, b. 1, fasc. 5 (Pittori)

AOM (Archivio storico Ospedale Maggiore), Origine e dotazione, Eredità e legati, Testatori, b. 185, fasc. 1 (Scotti Perego)

ASMI (Archivio di Stato di Milano), Atti dei notai, Atti, c. 50641 (Notaio Tommaso Grossi)

Bibliografia

Catalogo dell’Esposizione di Belle Arti nell’I.R. Palazzo di Brera, Milano, 1843

Alberto Zoncada, Cristoforo Colombo alla scoperta del Nuovo Mondo in “Cosmorama Pittorico”, n.25 / Anno Decimo, 22 giugno 1844

Achille Giussani, Alberico de Felber ed i Processi del Ventuno, in Ad Alessandro Luzio gli Archivi di Stato Italiani - Miscellanea di Studi Storici, Firenze, s.d.

Virgilio Colombo, I ritratti dei benefattori dell’Istituto dei Ciechi di Milano- Cenni del professor Colombo, Milano, 1901

L’Istituto dei Ciechi di Milano nel novantesimo dalla fondazione 1840-1930, Milano, 1930

Istituto dei Ciechi di Milano 1840-1940, Milano 1940

Nino Pivetta [a cura di], Istituto dei Ciechi di Milano - 120° della fondazione, Milano, 1960

Franco Della Peruta e Fernando Mazzotta [a cura di], Milano dalla Restaurazione alle Cinque Giornate “Oh giornate del nostro riscatto, Catalogo della mostra, Milano, Skira Editore, 1998

M. Bascapè, M. Canella, S. Rebora [a cura di], Luce su Luce – l’impegno della solidarietà dalla carità alla scienza, Milano, 2003

Carlo Capra, Eugenia Bianchi, Maria Canella, Stefano Levati, Alessandro Morandotti, Elena Puccinelli, Aurora Scotti Tosini e Nanda Torcellan [a cura di], Il laboratorio della modernità. Milano tra austriaci e francesi,

Catalogo della mostra (Milano, Musei di Porta Romana, 12 marzo -25 maggio 2003), Skira Editore, Milano, 2003

S. Rebora, Daniele Cassinelli [a cura di], I benefattori dell’Ospedale Maggiore di Milano. Storia, arte, memoria, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2009

Cecilia De Carli, Grazia Massone, Laura Polo D'Ambrosio [a cura di], La vita condivisa. I gesti della famiglia nelle immagini dell’arte, Catalogo della mostra (Milano, Galleria del Credito Valtellinese - Palazzo Stelline, 15 maggio-1 luglio 2012), Silvana Editoriale, 2012

Allegoria in memoria di Francesca Colleoni

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Francesca De Maestri, figlia del nobile Antonio e vedova del conte Federico Colleoni, scompare in Milano il 9 aprile 1908. Con suo testamento segreto del 23 marzo 1907 (pubblicato negli atti del notaio milanese Enrico Bosisio l’11 aprile 1908) nomina erede universale la sorella già benefattrice dell’Istituto insignita della benemerenza, donna Paolina De Maestri Baragiola Belinzoni, lasciando all’Istituto dei Ciechi un legato di lire 20.000.

L’Istituto deciderà di destinare la somma per l’ampliamento dei refettori dell’Asilo Mondolfo, ente che ospitava i giovani ciechi usciti dai corsi elementari privi di assistenza e di occupazione. In vita, la benefattrice fu donna assai impegnata nelle opere caritative a beneficio della comunità. In Castano Primo si attivò nel 1902 per erigere un ospedale destinato ai malati meno abbienti che divenne alla sua morte “l’Opera Pia Francesca Colleoni De Maestri” (ente morale R. D. 17 marzo 1910).

L’allegoria pittorica in memoria della benefattrice, che raffigura “una signora che leva le spine alla esistenza d’un bambino cieco”, viene realizzata nel 1909 dal pittore Arturo Albertazzi (Novara, 1881 – Ghiffa, 1917) per la somma di lire 350.

Sepolta vicino al marito presso il cimitero Monumentale di Milano, l’iscrizione sulla lapide ricorda la sua “lunga vita spesa per opere di Fede e Carità”.

Arturo Albertazzi, Allegoria in memoria di Francesca De Maestri Colleoni, olio su tela, 1909
Arturo Albertazzi
Allegoria in memoria di Francesca De Maestri Colleoni
Olio su tela, 1909

Altre risorse

Foto dell'Ospedale de Maestri Colleoni: scheda catalogo Sirbec

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